Massimiliano Floris su Luce Bellissima-Salto senza testiera-

Autore: Massimiliano Floris

  • Dalla frustrazione alla serenità: come la scienza ha sbloccato la comunicazione con il nostro pony. Di -Donatella Caniglia-

    Dalla frustrazione alla serenità: come la scienza ha sbloccato la comunicazione con il nostro pony. Di -Donatella Caniglia-

    Ci siamo rivolti a Massimiliano Floris per affrontare una difficoltà che stava creando molta frustrazione durante le lezioni: il pony si fermava frequentemente e, una volta bloccato, diventava molto difficile farlo ripartire. Con il tempo questa situazione aveva iniziato a influenzare anche la serenità e la sicurezza dell’allieva, creando un circolo vizioso in cui entrambi si trovavano in difficoltà.

    Fin dal primo incontro, Massimiliano ha affrontato il problema in modo diverso da quanto avevamo visto in passato. Invece di attribuire il comportamento del pony a testardaggine o mancanza di collaborazione, ha effettuato un’analisi approfondita del binomio, cercando di comprendere le reali cause del comportamento attraverso conoscenze scientifiche legate all’etologia, alla teoria dell’apprendimento e alla biomeccanica.

    Da questa analisi è emerso che il problema non era legato a una presunta volontà del pony di opporsi all’allieva, ma a una difficoltà nella comunicazione e nella risposta alle richieste di avanzamento. Massimiliano ha quindi strutturato un programma personalizzato con esercizi specifici da terra e in sella, finalizzati a migliorare la comprensione reciproca e a costruire risposte più corrette e affidabili.

    Lavorando sulle pressioni, sui tempi di rilascio e sulla coerenza delle richieste, il pony ha iniziato progressivamente a rispondere meglio e l’allieva ha acquisito maggiore sicurezza e consapevolezza. Quello che sembrava un problema comportamentale difficile da risolvere ha iniziato a migliorare in modo concreto e misurabile.

    L’aspetto più interessante è stato scoprire che dietro al comportamento del pony non c’era sfida, dominanza o volontà di “prendere in giro” il cavaliere, ma una problematica che poteva essere compresa e affrontata attraverso un approccio scientifico, rispettoso del benessere del cavallo e delle esigenze dell’allieva.

    Questa esperienza ci ha permesso di vedere quanto sia importante individuare le vere cause di un comportamento prima di intervenire. Grazie alla professionalità, alla competenza e alla capacità di osservazione di Massimiliano Floris, siamo riusciti a comprendere il problema, affrontarlo in modo corretto e ottenere miglioramenti concreti. I risultati ottenuti hanno migliorato non solo la gestione del pony, ma anche la fiducia e il percorso di crescita dell’allieva.

    Consigliamo vivamente il suo lavoro a chiunque desideri affrontare difficoltà comportamentali o di apprendimento del proprio cavallo con un approccio moderno, etico e basato sull’evidenza scientifica.
    Di -Donatella Caniglia-

  • Trasformare le difficoltà in successi: il mio percorso con Massimiliano Floris e Simone Maccioni        di -Giorgia Melis-

    Trasformare le difficoltà in successi: il mio percorso con Massimiliano Floris e Simone Maccioni di -Giorgia Melis-

    La mia esperienza con Massimiliano Floris rappresenta uno di quei percorsi che segnano profondamente la crescita di un binomio cavallo-cavaliere, sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello tecnico e sportivo.

    Dal punto di vista della salute del cavallo, il mio Diamante ha sempre manifestato una particolare fragilità degli zoccoli, aggravata dalle condizioni di eccessiva umidità che interessavano soprattutto i fettóni. Nel corso degli anni questa problematica si è progressivamente evoluta fino a sfociare in una forma di cancro del fettone, una patologia estremamente complessa da gestire e spesso molto debilitante per il cavallo.

    Grazie alla competenza, alla sensibilità e alla continua ricerca di soluzioni innovative da parte di Massimiliano Floris, basate su protocolli scientifici, evidenze oggettive e sui principi dell’Equitation Science da lui adottata, sono entrata in contatto con prodotti sviluppati dall’azienda Citozeatec, caratterizzati da un approccio completamente naturale e rispettoso dei processi biologici dell’organismo. Contrariamente a molti trattamenti aggressivi comunemente utilizzati in queste situazioni, il protocollo suggerito si è rivelato straordinariamente efficace. Nel giro di pochi mesi Diamante ha recuperato progressivamente la piena funzionalità di tutti e quattro gli zoccoli, con una rigenerazione dei tessuti che ha superato ogni mia aspettativa. Oggi gli zoccoli si presentano sani, forti e funzionali, consentendogli di lavorare e performare nelle migliori condizioni possibili.

    Se dal punto di vista sanitario il supporto ricevuto è stato determinante, sotto l’aspetto tecnico e formativo il contributo di Massimiliano Floris è stato altrettanto straordinario.

    Pratico dressage presso il Centro Equestre Il Giarino di Gonnoscodina, in provincia di Oristano, sotto la guida del mio istruttore Simone Maccioni, allievo dello stesso Massimiliano Floris. Durante i frequenti stage che il Maestro tiene presso il nostro centro, ho avuto l’opportunità di approfondire una metodologia di lavoro che va ben oltre la semplice lezione di equitazione.

    Ogni incontro rappresenta un’esperienza formativa completa, fondata su competenza, cultura equestre, rigore metodologico, sensibilità, passione, empatia, equilibrio e profondo rispetto per il cavallo. Ciò che distingue il lavoro di Massimiliano Floris è la capacità di integrare la tecnica del dressage con i principi dell’etologia equina, della teoria dell’apprendimento e della biomeccanica, discipline fondamentali per comprendere realmente il cavallo e costruire con lui una relazione autentica e collaborativa. Tutti questi aspetti trovano la loro massima espressione nell’Equitation Science, una disciplina che pone al centro il benessere del cavallo, la comprensione dei suoi processi cognitivi e la corretta preparazione fisica e atletica.

    In un contesto in cui troppo spesso si ricerca il risultato attraverso mezzi coercitivi o eccessivamente invasivi, il suo approccio dimostra che è possibile raggiungere obiettivi anche molto ambiziosi attraverso la comprensione del cavallo, la pazienza, la costanza e la qualità del lavoro quotidiano. Ogni esercizio viene spiegato con estrema precisione, ogni difficoltà viene affrontata con metodo e ogni progresso viene costruito nel rispetto dei tempi di apprendimento del cavallo e delle sue capacità fisiche e mentali.

    Quando Diamante è arrivato nel nostro percorso aveva molte capacità, ma mancavano le basi corrette per valorizzarle. Possedeva qualità importanti, tuttavia erano presenti impostazioni errate, lacune nella costruzione del lavoro e una generale mancanza di ordine nella progressione dell’addestramento. Grazie al lavoro congiunto di Massimiliano Floris e del mio istruttore Simone Maccioni, siamo riusciti a riorganizzare completamente il percorso tecnico del cavallo, correggendo gli errori di impostazione e costruendo fondamenta solide sulle quali sviluppare il lavoro successivo.

    Quello che inizialmente sembrava difficile, se non addirittura impossibile, è diventato progressivamente chiaro, logico e raggiungibile. Attraverso una programmazione accurata, una visione tecnica di alto livello e una straordinaria capacità di trasmettere conoscenze, hanno trasformato le nostre difficoltà in opportunità di crescita.

    Oggi, dopo anni di impegno, sacrificio e dedizione, posso affermare con orgoglio di aver raggiunto traguardi che un tempo consideravo lontanissimi, affrontando categorie di livello elevato e vivendo il dressage con una consapevolezza completamente diversa.

    Per tutto questo considero Massimiliano Floris non soltanto un tecnico di altissimo profilo, ma un vero punto di riferimento nel panorama equestre: una figura capace di coniugare scienza, etologia, teoria dell’apprendimento, biomeccanica, tecnica e rispetto del cavallo in un’unica visione moderna e profondamente etica dell’equitazione.

    La sua capacità di migliorare contemporaneamente il benessere del cavallo, la preparazione tecnica del cavaliere e l’armonia del binomio rappresenta, a mio avviso, il più grande valore del suo insegnamento e la più concreta espressione dei principi dell’Equitation Science applicati all’equitazione moderna.

    Giorgia Melis

  • Perché è arrivato il momento di integrare l’Equitation Science nelle Discipline Equestri.

    L’equitazione sportiva si trova oggi ad affrontare la più grande crisi di identità della sua storia moderna. Uno sport che per secoli ha incarnato il mito del binomio, la grazia della tradizione e l’eccellenza atletica, si ritrova sotto la lente d’ingrandimento di un’opinione pubblica sempre più attenta, critica e legittimamente sensibile all’etica del benessere animale. Non siamo di fronte a una contestazione passeggera, ma a un cambiamento culturale profondo che mette in discussione la stessa esistenza delle discipline equestri. Per sopravvivere e continuare a operare, il mondo equestre deve comprendere un concetto cardine del nostro tempo: la “Licenza Sociale a Operare” (Social Licence to Operate). Essa rappresenta l’approvazione implicita e non scritta che la società concede a un’attività. Oggi, questa licenza non è più garantita di diritto in nome della tradizione; va riconquistata ogni giorno attraverso la trasparenza e l’obiettività. La concretezza di questo rischio è dimostrata dalle recenti e storiche decisioni istituzionali: a seguito delle forti pressioni esercitate dalle associazioni animaliste, prima tra tutte la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), la prova equestre è stata ufficialmente e definitivamente cancellata dal Pentathlon Moderno a partire dai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. La stessa organizzazione ha inoltre formalizzato la richiesta al Comitato Olimpico Internazionale di bandire totalmente tutte le restanti discipline equestri dai futuri palinsesti olimpici. L’esclusione definitiva dallo scenario sportivo globale non è più un’ipotesi remota, ma una realtà in corso d’opera.

    Mentre nel resto del mondo, in particolare nei paesi del Nord Europa e nel mondo anglosassone, il dibattito sulla Licenza Sociale ad Operare è il tema centrale di ogni conferenza, riforma federale o editoriale scientifico, in Italia ancora non se ne parla. All’estero, federazioni e università affrontano apertamente il problema conducendo sondaggi pubblici e adeguando i propri programmi formativi; nel panorama equestre italiano, invece, questo concetto è ancora quasi del tutto sconosciuto. Questo isolamento informativo, dovuto in parte al fatto che la letteratura scientifica dell’Equitation Science e i documenti strategici internazionali sono disponibili quasi esclusivamente in lingua inglese, espone il nostro settore a un rischio enorme: quello di subire passivamente decisioni globali ormai inevitabili. Rompere questo silenzio, traducendo i vincoli etici e regolamentari internazionali in soluzioni pratiche per la nostra quotidianità in sella, non è più solo un’opportunità di crescita culturale, ma una necessità urgente per salvaguardare il futuro degli sport equestri anche nel nostro Paese.

    Il dibattito sulla legittimità degli sport equestri ha raggiunto l’apice in mondovisione durante gli ultimi eventi olimpici, che hanno trasformato incidenti un tempo confinati tra gli addetti ai lavori in veri e primi scandali mediatici globali.

    I Giochi Olimpici di Tokyo 2021 hanno scosso le coscienze collettive con immagini drammatiche: la morte del cavallo Jet Set nel concorso completo e, soprattutto, il caso del pentathlon moderno, dove l’atleta Annika Schleu è stata filmata mentre frustava ripetutamente un cavallo visibilmente terrorizzato e in stato di difesa. Agli occhi di un pubblico non specializzato, quelle immagini hanno trasformato lo sport in una manifestazione di pura “vanità umana”, dove la sofferenza dell’animale viene sacrificata in nome della performance.

    Lontano dall’attenuarsi, la pressione è aumentata drasticamente prima dei Giochi di Parigi 2024, quando un video diffuso a livello mondiale ha mostrato la pluricampionessa di Dressage, Charlotte Dujardin colpire ripetutamente e duramente, un cavallo durante una sessione di addestramento privato.
    Questo episodio ha inferto un colpo durissimo alla credibilità del settore, dimostrando che le storture gestionali e metodologiche non appartengono solo a contesti isolati o a discipline specifiche, ma possono annidarsi anche ai vertici dell’equitazione mondiale, laddove si dovrebbe celebrare la massima espressione di armonia e leggerezza.

    Davanti a questa realtà, l’adozione dell’approccio scientifico non è più un’opzione per addestratori illuminati, ma un obbligo normativo e istituzionale. La stessa Federazione Equestre Internazionale (FEI) ha dovuto prendere atto che difendere lo status quo o trincerarsi dietro la formula “si è sempre fatto così” avrebbe portato alla progressiva cancellazione delle discipline equestri dai Giochi Olimpici e dai palinsesti internazionali.

    La risposta istituzionale si è concretizzata nella creazione di una commissione indipendente (Equine Ethics and Wellbeing Commission), che ha partorito un vero e proprio mandato programmatico confluito nella strategia FEI “A Good Life for Horses”. Questo documento ha dato vita a un Piano d’Azione strategico in 37 punti strutturato attorno a sei aree di focus principali. Il cuore di questa riforma impone che ogni politica, regolamento, metodo di addestramento o attrezzatura (come l’uso di imboccature, capezzine o speroni) debba essere validato su basi rigorosamente evidence-based, ossia fondato su prove scientifiche oggettive e non sull’arbitrio della tradizione.

    L’obiettivo del piano d’azione FEI è chiaro: trasformare ogni figura del settore – atleti, ufficiali di gara e tecnici – da semplici utilizzatori a “guardiani” attivi del benessere del cavallo. L’addestramento coercitivo o l’ignoranza dei meccanismi di stress non sono più tollerati dai nuovi regolamenti internazionali.

    La cultura equestre si è basata per secoli sul principio dell’autorità e dell’emulazione: il sapere veniva tramandato dal “Maestro” all’allievo. Questo approccio empirico, sebbene ricco di sensibilità pratica, manca di un linguaggio universale, oggettivo e verificabile. Quando sorge un problema comportamentale sul campo, l’assenza di basi scientifiche porta spesso a interpretazioni magiche o colpevolizzanti: il cavallo viene definito “testardo”, “pigro” o “dispettoso”, giustificando l’uso della forza o di richieste sempre più coercitive per vincere una presunta lotta per la “dominanza” o per la gerarchia di branco, concetti ampiamente smentiti dall’etologia.

    L’Equitation Science nasce esattamente per colmare questo vuoto, fornendo gli strumenti pratici per soddisfare le richieste della FEI. Offre un sistema di convalida oggettivo e misurabile, fondato su tre pilastri accademici insostituibili:

    • L’Etologia: Ci impone di riconoscere il cavallo per ciò che è dal punto di vista biologico ed evolutivo. Comprendere le sue reali necessità comportamentali e sociali (movimento, socializzazione, foraggiamento) permette di azzerare le interpretazioni antropomorfiche e di strutturare una gestione etica che prevenga lo stress cronico.
    • La Teoria dell’Apprendimento: Ci fornisce la mappa neurobiologica di come il cervello equino processa gli stimoli, associa le conseguenze e memorizza le risposte. Sapere come funzionano i processi cognitivi e i limiti della memoria nel tempo presente permette di eliminare la paura e la confusione dal training.
    • La Biomeccanica: Ci insegna come le forze si muovono nel corpo dell’animale, consentendoci di sincronizzare l’applicazione degli aiuti con il movimento naturale degli arti, riducendo l’usura fisica e ottimizzando la leggerezza.

    La scienza offre una definizione oggettiva di benessere che va oltre la semplice assenza di lesioni visibili. Ci permette di misurare gli indicatori di stress comportamentale e fisiologico, rendendo l’addestramento trasparente e difendibile di fronte a qualunque commissione etica o critica esterna.

    In quanto Istruttore ESI (Equitation Science International), FISE di III livello e docente impegnato nella formazione dei futuri istruttori, avverto profondamente la responsabilità di questo passaggio generazionale richiesto dalle nuove linee guida internazionali. Il ruolo dell’istruttore moderno deve evolversi: non siamo più i custodi di segreti tradizionali indiscutibili, ma dobbiamo diventare professionisti capaci di applicare e spiegare un metodo codificato, replicabile, sicuro e in linea con le direttive della FEI.

    L’integrazione dell’Equitation Science nella didattica quotidiana trasforma radicalmente il lavoro sul campo. Quando un istruttore impara a sezionare l’addestramento in fasi chiare, basate sulla precisione dei segnali e sull’istantaneo rilascio della pressione, i risultati agonistici e relazionali migliorano drasticamente. I cavalli giovani o con problemi comportamentali non vengono più sottomessi, ma compresi; diventano così soggetti fiduciosi, sereni e sinceramente collaborativi.

    Questo sistema tutela la sicurezza di tutta la filiera: riducendo le risposte di difesa (attacco, fuga o l’immobilità tonica “freezing”) dovute alla confusione o al dolore, creiamo un ambiente protetto per gli allievi, per gli agonisti e per gli amatori. La più grande soddisfazione per me è vedere un cavallo e un essere umano sviluppare un’intesa perfetta e serena, basata sulla fiducia reciproca e sulla comprensione dei rispettivi limiti. È solo camminando sui binari della trasparenza scientifica richiesta dalla FEI che potremo garantire un futuro agli sport equestri, guidando il binomio verso quel traguardo dove tecnica e rispetto si fondono, permettendo a cavallo e cavaliere di diventare un’unica entità in movimento, in una perfetta ed armoniosa intesa.

  • Crescere un puledro in perfetta serenità: comunicazione chiara e zero coercizione.                                      Di -Susanna Burchiellaro-

    Crescere un puledro in perfetta serenità: comunicazione chiara e zero coercizione. Di -Susanna Burchiellaro-

    l mio orientamento verso l’Equitation Science è avvenuto attraverso il mio maestro di Dressage Massimiliano Floris.
    Riconduco quel momento alla felice scelta di crescere un puledro tre anni fa, una esperienza assolutamente nuova, avendo avuto sempre cavalli adulti, ed essendo fondamentalmente una grandissima appassionata, con capacità tecniche di un amatore.

    La dolcezza di questo giovane cavallo mi ha trasmesso da subito una certezza: di volerlo addestrare attraverso un atteggiamento piu possibilmente etologico, ma allo stesso tempo indirizzarlo verso una carriera agonistica.

    Da qui comincia il mio percorso insieme a Massimiliano, un viaggio alla scoperta di un metodo che non lascia spazio all’interpretazione.
    Tutto si consolida progressivamente, nel rispetto dei tempi del bimomio.

    La consapevolezza di un possibile approccio addestrativo che tiene in considerazione costantemente aspetti etologici, morfologici, scientifici, insieme alle altissime competenze tecniche del mio Maestro Massimiliano, mi ha proiettato in un mondo assolutamente innovativo, dove si naviga in grande serenità, verso obbiettivi che si concretizzano in modo evidente.

    La coerenza nel proporre ogni azione è uno degli aspetti fondamentali, che rende la comunicazione molto efficace nel bimomio.
    Essendo un amatore, non un professionista, ho trovato comunque possibile avvicinarmi a questa realtà, impegnandomi moltissimo a forgiare il mio nuovo bagaglio culturale equestre.
    Ed e’ sempre più entusiasmante!
    Percepire ogni piccolo passo avanti e’ una grande soddisfazione, soprattutto poiche’ il mio puledro aveva all’inizio notevoli problemi legati al suo equilibrio e postura, che attraverso un giusto insegnamento ho saputo riconoscere e affrontare nel massimo rispetto del cavallo.

    Proponendo esercizi che non ci hanno mai messo in difficoltà, si va sempre avanti, nella nostra rigorosa tabella di marcia. La coercizione può essere solo un brutto ricordo.
    Questo matrimonio tra Equitation Science e un grandissimo tecnico Equestre, Massimiliano Floris, con una esperienza pluriennale nel mondo dei cavalli, dell’agonismo, e dell’insegnamento a livello Federale, è per me il momento più felice nel mio percorso equestre, cominciato da bambina quarant’anni fa.
    Inoltre dal principio, Massimiliano con la sua sapienza ed educazione, da un esempio all’allievo del metodo stesso, perdere la calma non serve mai, se si ha solidi argomenti da proporre.

    Di-Susanna Burchiellaro- Roma

  • I 10 Principi fondamentali ISES: La Scienza al Servizio del Cavallo

  • La Genesi della scienza dell’equitazione, dove tutto ha avuto inizio.